{"id":35003,"date":"2023-09-12T15:04:54","date_gmt":"2023-09-12T13:04:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicapua.it\/wp\/?p=35003"},"modified":"2023-09-12T15:04:54","modified_gmt":"2023-09-12T13:04:54","slug":"12-sett-in-memoria-di-mons-giuseppe-centore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicapua.it\/wp\/12-sett-in-memoria-di-mons-giuseppe-centore\/","title":{"rendered":"12 sett | In memoria di Mons. Giuseppe Centore"},"content":{"rendered":"<p>La morte sembra che si diverta ad arrestare la bellezza del frattempo che viviamo.<br \/>\nCosa che fa sempre all\u2019improvviso. Infatti, non smette mai di lasciare il timbro dello stupore. Spesso proprio quando tutto sta per rientrare nella normalit\u00e0, generando ulteriori aliti di vita, ecco che arriva \u201ctacito pede\u201d, lasciando profonda amarezza nel cuore di chi resta.<br \/>\n\u00c8 la sofferenza, che si prova in questo momento di distacco.<br \/>\nQuanta tristezza! Quanto vuoto ha lasciato don Peppino in chi l\u2019ha conosciuto e voluto sinceramente bene.<br \/>\nD\u2019ora in poi, a tutti mancher\u00e0 la sua semplicit\u00e0 che rivelava il candore del cuore, sempre in ascolto e pronto a dare concrete risposte d\u2019amore.<br \/>\nTutti sentiranno l\u2019assenza del suo sorriso sempre carico di gioia, che gli accarezzava il volto, facendo vibrare in lui tanta simpatia, positivamente accattivante.<br \/>\nLa sua presenza tra gli altri, mai decretava distinzione di et\u00e0: era giovane con i giovani, anziano con gli anziani, in un gioco senza et\u00e0 durante il quale ognuno si sentiva sulla stessa lunghezza d\u2019onda.<br \/>\nMai ho visto sul suo volto ombre di dubbi o di incertezze, anche se a volte non mancavano delle punte di pensosit\u00e0, derivanti dal vissuto quotidiano.<br \/>\nPer\u00f2, mai lo prostravano.<br \/>\nRestava sempre integro nella grazia e nella gioia del cuore.<br \/>\nPer tutti aveva sempre considerazioni di affetto, espresse con la dolcezza delle sue parole, che racchiudevano un misto di tenera poesia.<br \/>\nLa notizia della sua morte \u00e8 stata un fulmine a ciel sereno.<br \/>\nMolti sapevano, ma non tanto da supporne l\u2019arrivo improvviso.<br \/>\nPurtroppo, un pezzo di storia della nostra diocesi \u00e8 andato via.<br \/>\nNon un semplice uomo, ma un grande, che, senza enfatizzarne la figura, potrei definire uno dei pi\u00f9 grandi figli di Capua.<br \/>\nDa tutti rispettato e voluto veramente e sinceramente bene.<br \/>\nEra un uomo di ascolto e di dialogo. Aveva sempre una parola, un gesto di affetto che manifestava sempre con la grazia del cuore.<br \/>\nAnche se il tempo, lentamente di tutto e di tutti lascia solo flebili ricordi, fino alla perdita della memoria, don Peppino rientra nel novero di quelle persone, la cui esemplarit\u00e0 di condotta, impregnata di valori umani e cristiani, incide orme non facili ad essere assorbite dall\u2019oblio. E proprio grazie a questa sinfonia di valori, testimoniati con semplicit\u00e0 ed umilt\u00e0 che egli continuer\u00e0 ad essere punto di riferimento per molti, attratti dalla sua grande umanit\u00e0, che il sacerdozio, da lui vissuto con profonda dignit\u00e0, elevava in un intarsio di carit\u00e0 ed accoglienza.<br \/>\nAnche in questi ultimi tempi, sui quali aleggiava la clessidra della fine, non gli mancavano parole e sorrisi, che erano un invito a riscoprire la morte come speranza in un incontro; a risentire la presenza di Dio, a ritessere i rapporti di umanit\u00e0. In altre parole, a non smarrirsi nei meandri delle cose, ma a ritrovare e vivere la fede, che crea l\u2019unico arcobaleno su cui camminare per giungere alla Casa del Padre. In questo momento rivedo come in uno specchio la grandissima cultura di don Peppino, la sua intelligenza forbita che mai ostentava, anche se tutti gliela riconoscevano.<br \/>\nNessuno come lui ha scritto tanto: quanti libri di storia! Quanti libri di poesia! Quante storiografie\u2026!<br \/>\nEppure, pur essendo un \u201cmare magnum\u201d, l\u2019umilt\u00e0 era la sua guida.<br \/>\nL\u2019orgoglio era straniero al suo modo di essere e di operare.<br \/>\nLe aspirazioni alle altezze non rientravano nel suo ideale n\u00e9 di uomo n\u00e9 di sacerdote, anche se possedeva tutte le qualit\u00e0 per entrare in un orizzonte di prestigio. Don Peppino era un sacerdote vero, genuino e senza prosopopea.<br \/>\nAmava il sacerdozio e lo viveva con intelligente intensit\u00e0, lasciando ovunque orme di credibilit\u00e0, che diventavano motivi di sequela.<br \/>\nE le sue omelie, sempre illuminanti, facevano da traino per molti ascoltatori.<br \/>\nA volte poteva sembrare un vanesio. Invece, no. Era soltanto un uomo e un sacerdote felice, che cercava di vivere la sua umanit\u00e0 e il suo sacerdozio nella consapevolezza di essere a servizio di Dio e dell\u2019uomo.<br \/>\nL\u2019Arcidiocesi di Capua pu\u00f2 ritenersi veramente orgogliosa di aver avuto nella storia del suo Presbiterio Mons. don Peppino Centore, per il quale l\u2019ascolto, il dialogo, le Opere scritte e soprattutto il silenzio intelligente, gli hanno creato un fascino cos\u00ec entusiasmante che molti hanno saputo leggere in esso la bellezza del suo sacerdozio e della sua umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Mons. Filippo Melone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte sembra che si diverta ad arrestare la bellezza del frattempo che viviamo. 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