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1) Lettura del territorio |
a) Il territorio
Il territorio del comune di S. Maria C. V. è collocato nella parte centrale della Terra di Lavoro; confina a nord con Capua ad economia prevalentemente agricola e a sud con centri minori essenzialmente commerciali.
La città ha origini pre-romane: Cicerone la considerava una seconda Roma. Numerosi e famosi sono i beni culturali che essa vanta: resti delle civiltà antiche (quali l’Anfiteatro, il Mitreo, ecc) sono affiancati da altri di più recente data.
Da un punto di vista urbano la città presenta una struttura composita: quartieri popolari, villette residenziali, grossi agglomerati, appartamenti in caseggiati usurati dal tempo si alternano in quella commistione di antico e moderno che è tipica delle città che non hanno goduto, nel corso degli anni, di un razionale piano di sviluppo urbanistico.
b) La situazione socio-economica
S. Maria C.V. conta circa 45000 abitanti. Il decremento demografico viene, in qualche modo, compensato dalle famiglie che vi si trasferiscono attirate soprattutto dalla qualità della vita che la città offre.
Il modello di sviluppo si basa essenzialmente sul terziario: attività commerciali ed artigianali di un certo rilievo si affiancano alla piccola impresa. Esse non hanno soppiantato, però, forme di agricoltura intensiva che permangono nell’entroterra. Anche se la città offre opportunità occupazionali, il fenomeno della disoccupazione permane perché pare diffuso un certo criterio di “staticità” lavorativa in relazione sia al tipo che al luogo di occupazione.
In fondo S. Maria presenta il tipico volto della piccola città commerciale, caratterizzato dalle disarmonie socio-economiche che questo modello di sviluppo comporta.
Anche da un punto di vista demografico la città può essere divisa in zone:
a) il centro storico (che si sviluppa intorno al Duomo) costituisce il nucleo centrale della città. Vanta numerosi negozi, per cui ha un carattere essenzialmente commerciale.
b) la zona Giovanni Paolo 1° è di tipo residenziale; è abitato da famiglie della media e piccola borghesia, anche di recente immigrazione.
c) la zona nord – orientale (detta anche I.A.C.P.I.) è il classico quartiere popolare che accoglie famiglie caratterizzate dal basso reddito e dalla numerosa prole;
d) i quartieri S. Erasmo/S. Andrea (zona in cui la scuola geograficamente si colloca) sono popolati soprattutto da famiglie di estrazione contadina. Non mancano in questa zona grossi condomini abitati da operai e impiegati.
c) Risorse presenti
Il territorio offre spazi per la socializzazione e la cultura (quali il Museo archeologico, la Biblioteca comunale, il cinema/teatro Garibaldi, qualche centro ricreativo per i giovani, Centro sociale S. Erasmo, la Villa comunale), ma essi non rappresentano una costante, diffusa, incisiva presenza sul territorio né soddisfano appieno le esigenze soprattutto dei più giovani i quali avvertono forte la necessità di un luogo che non sia il solito bar o sala giochi o spazio all’aperto.
Risorse esterne, alle quali la Scuola fa riferimento, sono costituite prevalentemente dalle famiglie degli alunni, nonché dai soggetti istituzionali (ASL/CE2, Amministrazione comunale).
Attivando un’efficace interazione con la comunità locale, si potrebbero potenziare contatti e collaborazioni con le imprese artigianali e commerciali, nonché con le Associazioni religiose e laiche che operano nel sociale, anche in funzione di possibili finanziamenti futuri.
d) Bisogni ed esigenze dell’utenza
Analizzando le esigenze e i bisogni formativi, individuati negli ultimi anni, si rileva che:
¨ Le famiglie, per motivi di lavoro, chiedono che i figli vengano accolti in anticipo rispetto all’inizio delle lezioni (all’incirca alle ore 8) ed assistiti oltre il termine dell’orario scolastico (alcuni fino alle 16 e 30‘)
¨ La domanda formativa è diversificata a seconda dell’ambiente di provenienza: c’è chi chiede una seria preparazione di base nel pieno sviluppo di abilità e competenze; c’è chi vuole che sia integrata l’opera educativa di base con iniziative di vario genere; c’è chi desidera che si realizzino attività di recupero e/o potenziamento; c’è chi – e sono i più numerosi – si aspetta che la scuola “Regina Carmeli“ persegua, secondo principi umani e cristiani, la formazione integrale della personalità dei fanciulli.
¨ L’utenza richiede capacità di rispondere ai cambiamenti socio-culturali dell’odierna società con flessibilità e creatività.