| INDICE |
5) Criteri ed indicazioni curricolari |
a) Scelte pedagogico-didattiche
L’autonomia non è e non può essere solo un “discorso”; essa richiede che ogni Scuola si misuri essenzialmente con la progettualità, avanzando ipotesi concrete di innovazioni nel campo didattico, organizzativo e gestionale. Pertanto, nel disegnare una propria offerta formativa che dia sostanza all’identità stessa dell’ Istituto, la Scuola “Regina Carmeli” si pone l’obbligo di assicurare a tutti gli alunni sicure padronanze culturali relativamente sia al “quanto sapere” sia al “come sapere”, pur privilegiando la qualità dei contenuti piuttosto che la quantificazione del sapere. Non basta! Essa, considerando la persona umana come un “sistema integrato” (cfr Documento dei saggi su saperi essenziali) da formare in tutte le sue dimensioni costitutive (da quella etico-religiosa a quella linguistica, storico-geografica, scientifica, musicale, motoria, artistica) vuol configurarsi piuttosto come “scuola dei saperi” quali il sapere, il saper fare, il saper essere.
La modalità privilegiata per costruire un percorso formativo che sia in sintonia con i criteri esposti e, nello stesso tempo, sia il più possibile individualizzato e personalizzato è la modularità, la quale consente che il curricolo sia diviso in sezioni unitarie ed omogenee: la costituzione di nuclei tematici essenziali ottimizzerà i processi di formazione/sviluppo e darà agli allievi la possibilità di vivere esperienze stimolanti e motivanti. Questi grandi temi consentono di raccordare le due forme di saperi: quelli irrinunciabili e quelli – sempre essenziali – che si caratterizzano come funzionali all’attivazione di percorsi didattici di tipo trasversale o interdisciplinare.
Lavorare per progetti consentirà di attivare quelle specifiche e proficue modalità di comunicazione che promuovono integrazione, ricerca-azione e raccordano le due forme di saperi attraverso la trattazione di “grandi temi”. Per il corrente anno scolastico (2001/2002) s’ intende privilegiare il tema “Un fiume racconta...lastoria.“: il progetto vuole fornire le coordinate perché ognuno ,partendo da esperienze note,sia messo in grado di saper ricostruire il tessuto personale e ,nel contempo ,la memoraia di un popolo ,di una cultura ,di un Paese.
Solo così sarà possibile per impiù giovani costruire un futuro fondato sulla pace,perché “senza memoria non c’è futuro.”Tutto ciò richiede la flessibilità dell’unità classe e dello schema orario. La Scuola intende superare la rigidità del rapporto trasmissivo insegnante-classe per sviluppare una più efficace intelligenza organizzativa che coniughi al meglio l’istanza di individualizzazione e quella della dimensione relazionale (gruppo-alunni). Alcuni insegnamenti (i fondamentali) si svolgeranno in assetto classe, gli altri richiederanno l’aggregazione degli alunni per interessi, per l’appartenenza al gruppo di spinta, per la necessità di colmare o ridurre il gap di partenza. La composizione dei gruppi verrà effettuata dalle docenti che, all’inizio dell’anno scolastico, rileveranno capacità e attitudini mediante prove oggettive, utilizzando la compresenza di 2 o più docenti, resa possibile dal tempo prolungato. L’organizzazione didattica prevede, inoltre, attività didattiche di sostegno e di didattica differenziata per aree d’intervento specifico, coordinate all’attività didattica generale.
Molto utile risulterà l’uso delle tecnologie educative per promuovere un ambiente di comunicazioni multimediali: il sistema informativo, saggiamente utilizzato, può diventare uno strumento efficace non solo per la trasmissione di conoscenze, ma anche per la “formazione” delle stesse. Infatti – così come si legge nel documento “I contenuti essenziali per la formazione di base”, M.P.I., 1998 – “le tecnologie della comunicazione e dell’informazione, usate sempre più frequentemente per operazioni e processi che trascendono l’esecuzione di una sequenza di operazioni fissata, forniscono la possibilità di potenziare le capacità umane, sia sul piano delle nuove azioni sia sul piano dell’arricchimento degli spazi di vita“.
A questo percorso educativo così dinamico fa da sfondo integratore la flessibilità dell’orario scolastico che si sperimenta, nel corrente anno scolastico, secondo lo schema allegato. Detta flessibilità fa assumere una diversa qualità al tempo e allo spazio:
lo spazio conquista una forte valenza educativa: è spazio psicologico e culturale insieme, ma è soprattutto luogo e strumento di comunicazione perché comunica implicitamente modi di stare, di muoversi, di parlare con gli altri, di assumere abitudini e piccole regole di convivenza.
il tempo: della produzione dove l’attenzione si concentra sulla dimensione socio-operativa; dell’incontro dove la persona si apre all’altro nel pieno sviluppo della dimensione socio-affettiva.
b) Obiettivi formativi disciplinari
Il ruolo della Scuola elementare – individuato chiaramente dai Programmi 1985 – è quello di coniugare le tre grandi finalità dell’intero percorso (l’alfabetizzazione culturale, la convivenza democratica e l’autonomia della persona) con le discipline che rappresentano i “modelli” utili all’uomo per conoscere la realtà. Esse, infatti, si presentano come dei sistemi organizzati capaci di facilitare il passaggio organico delle informazioni e, nello stesso tempo, in grado di facilitarne l’ulteriore produzione: le discipline sono, in fondo, dei veri e propri organizzatori cognitivi che, in modo funzionale e produttivo, possono far sì che l’uomo del terzo millennio si muova nella pluralità dei saperi senza perdersi!
In questo contesto la Scuola è consapevole della sua grande responsabilità, per questo ritiene essenziale fare riferimento agli obiettivi disciplinari da perseguire soprattutto per veicolare con responsabilità quei contenuti comunemente detti “irrinunciabili”
p L’italiano e le altre lingue
Il fanciullo ha un’esperienza linguistica iniziale che l’insegnante andrà a verificare e sulla quale imposterà la sua azione didattica. L’alunno viene preparato ad utilizzare i mezzi linguistici non solo per esprimere pensieri, sentimenti, stati d’animo, ma anche per porsi in relazione con interlocutori diversi ed in differenti situazioni comunicative
La lettura e il piacere per il libro sono valorizzati attraverso percorsi metodologici che vedano una fruizione del testo scritto nonché il coinvolgimento degli allievi in esperienze “attive” di lettore-attore e, possibilmente, di lettore-autore.
L’educazione linguistica, in un’epoca – qual è la nostra – di intense comunicazioni e nella prospettiva di un crescente processo di integrazione nella comunità europea, non può prescindere da un approccio alla conoscenza di una lingua straniera. Infatti “tale insegnamento – lo si legge nella C.M. del 21 aprile 1992, n° 116 che offre le prime indicazioni applicative dell’art. 10 della legge n° 148/1990 – arricchisce le opportunità offerte dalla scuola elementare per lo sviluppo della competenza linguistica e della consapevolezza interculturale dei bambini e si configura come risposta alle sollecitazioni provenienti dalle stese politiche comunitarie per la formazione del cittadino europeo”
Un breve tempo dedicato alla lingua straniera durante le normali attività didattiche assicurerà, quindi, la necessaria continuità nell’educazione linguistica e sarà ausilio non indifferente per aiutare ed arricchire lo sviluppo cognitivo. Per questo motivo, sin dalla prima elementare, si attua l’insegnamento della seconda lingua comunitaria; si opta per l’inglese tenendo conto del carattere veicolare di tale lingua che offre occasioni più frequenti di esperienza per l’uso generalizzato che se ne fa – ad esempio – nei mass media e nel linguaggio dei calcolatori.
p Il linguaggio della mente e del corpo
La Scuola favorisce l’apprendimento dei linguaggi della mente e del corpo
dato che non esiste una dimensione di apprendimento della mente a prescindere dal corpo ed inoltre alla formazione della persona – intesa come sistema integrato – concorrono la componente percettivo-motoria, quella logico-relazionale, quella affettivo-sociale.
p Matematica/Scienze
Attraverso percorsi didattici significativi si vuol favorire l’approccio alla cultura scientifica intesa come strumento di conoscenza ed interpretazione critica della realtà sulla quale poter consapevolmente intervenire.
L’apprendimento scientifico, caratterizzato sul piano metodologico dalla dimensione applicativa oltre a quella cognitivo-intellettuale, offre ai ragazzi la possibilità di “collegare il fare al pensare” utilizzando specifici linguaggi e mezzi d’indagine-ricerca. Partendo da problemi della vita di ogni giorno, egli potrà – così – comprendere e rapportarsi consapevolmente con il mondo circostante.
p Storia, geografia, studi sociali
Il testo ministeriale riunisce tre materie di studio o discipline in un unico capitolo (ambito antropologico) giustificando tale scelta nell’individuazione di un oggetto comune di trattazione: le dinamiche della vita umana, studiate secondo le coordinate spazio-temporali e nei suoi nessi essenziali (società e ambiente, società e sistemi di produzione, società e forme di governo, etc)
p Le educazioni (immagini, musica, motoria)
Componenti essenziali dell’unità educativa della persona sono considerate, nei nuovi programmi, anche l’educazione estetica, musicale e motoria. Questi linguaggi extraverbali, che permettono all’insegnante di fare costantemente riferimento alle esperienze e alla realtà concreta dell’allievo, mirano a che il discente consegua una competenza specifica riguardante sia la fruizione sia la produzione del messaggio iconico, un ascolto consapevole, inteso come espressione di un modo diretto e partecipato di stare in rapporto con gli oggetti e i linguaggi sonori ed una presa di coscienza del valore del corpo inteso come espressione di tutte le componenti della personalità (morfologico-funzionale, intellettivo-cognitivo, affettivo-morale, sociale)
p La religione
Essendo la nostra una Scuola di matrice cattolica, l’insegnamento della religione è più che altro uno stile di vita, un clima che si respira sempre e dovunque, una linfa vitale che dà senso e spessore ad ogni scelta educativa. Questo habitus l’alunno lo acquisisce con la pratica della vita; nello stesso tempo la Scuola - nel quadro degli obiettivi indicati dai Programmi – promuove la conoscenza degli elementi essenziali della religione cattolica indicati dalla Chiesa per mettere l’allievo in grado di incontrare la realtà nella sua dimensione religiosa, per coglierne il significato e apprezzarne i valori.
c) Connotati metodologici
Con il termine “metodo” intendiamo la progettazione, costruzione e realizzazione di occasioni ed esperienze di apprendimento che tengano conto della situazione di partenza socio-culturale dell’alunno, delle variabili psicologiche, degli stili cognitivi individuali, dei contenuti e degli obiettivi fissati dai programmi.Lavorare secondo un metodo significa seguire un iter didattico-educativo finalizzato al raggiungimento degli obiettivi. Non crediamo efficace prevedere una “rigidità” di metodi validi per tutti gli alunni e per tutte le situazioni di apprendimento/sviluppo; piuttosto è da prevedere una pluralità di metodi da scegliere in funzione di alunni, contenuti ed obiettivi
Nel presentare i contenuti si utilizzeranno i seguenti metodi:
∆ metodo verbale (comunicazione orale e scritta, discussione, conversazione, lettura, spiegazione)
∆ metodo operativo (strumenti logici)
∆ metodo audiovisivo (strumenti audio/video);
∆ metodo concreto (manipolazione di cose ed oggetti);
∆ metodo iconico (uso di strumenti grafici, disegni, pittura);
∆ metodo della drammatizzazione (comunicazione gestuale e mimica).
Sarà necessario programmare per ambiti in modo da prevedere obiettivi analoghi e momenti di valutazione comuni.
In particolare le docenti si impegnano a:
· sostituire in più occasioni la lezione frontale con la pratica della ricerca che permette al discente di guardare il mondo circostante secondo una diversa angolazione, di tipo problematico;
· favorire la discussione e il confronto all’interno del gruppo perché esso diventi il luogo fondamentale per la crescita dell’alunno non solo sul piano cognitivo, ma anche su quello socio-affettivo;
· operare un’adeguata e proficua mediazione didattica che tenga conto delle esigenze e delle necessità del singolo alunno;
· mettere in discussione il proprio operato per valutare ed eventualmente modificare l’iter didattico prefigurato;
· praticare concretamente quei valori fondamentali che costituiscono l‘identità missionaria della Scuola Regina Carmeli perché niente è più educativo dell’esempio;
· “brillare in umiltà” (come suggerisce la Madre fondatrice) nella vita di relazione
d) La programmazione
Dalle docenti, in sede collegiale, sono redatte la programmazione educativa annuale e le programmazioni didattiche annuali.
Elaborata entro il secondo mese dall’inizio delle lezioni, essa tiene conto delle opportunità offerte dalle risorse della Scuola e dal curricolo progettato, segue scansioni e modalità stabiliti dalle singole docenti (che esercitano così la libertà dell’insegnamento) sempre in sintonia con le decisioni del modulo didattico e del corpo docente. La nostra Scuola propende per una progettazione basata sull’utilizzo di mappe concettuali e di grandi aree tematiche con raccordi interdisciplinari.
La programmazione si propone:
* il perseguimento degli obiettivi stabiliti dai vigenti programmi, predisponendo un’organizzazione didattica adeguata alle effettive capacità ed esigenze di apprendimento degli allievi
* la verifica e la valutazione dei risultati
* l’unitarietà dell’insegnamento
* il rispetto di un’adeguata ripartizione del tempo da dedicare all’insegnamento delle diverse discipline del curricolo
Essa si articola in:
p Analisi della situazione di partenza
p Definizione di criteri ed obiettivi (generali e specifici)
p Selezione di metodi e contenuti
p Individuazione di mezzi e strumenti
p Definizione delle procedure di verifica e valutazione
p Esplicitazione dei criteri per l’esame di fine anno
I piani annuali vengono presentati ai genitori all’inizio dell’anno scolastico; sono sottoposti sistematicamente a momenti di adeguamento, verifica e valutazione dei risultati nel corso degli incontri periodici di team e/o di ambito e nelle verifiche bimestrali dell’interclasse. Sono depositati presso la Segreteria della Scuola a disposizione di chi ne voglia prendere visione.
e) Valutazione
La valutazione, interpretata come “intelligenza pedagogica” che accompagna l’insegnante, consente di effettuare un giudizio di stima dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi prefissati; essa è un processo che si articola in cinque momenti fondamentali:
p decidere, con chiarezza di intenti, che cosa valutare;
p raccogliere le informazioni necessarie attraverso la selezione di strumenti e metodi adeguati;
p interpretare le informazioni raccolte;
p elaborare il giudizio;
p comunicare il giudizio e decidere come utilizzarlo.
o La valutazione dei livelli di sviluppo prevede:
o un momento iniziale, volto a delineare un quadro delle capacità con cui il bambino accede alla scuola elementare;
o dei momenti interni alle varie sequenze didattiche, che consentono di aggiustare e di individualizzare le proposte educative ed i percorsi di apprendimento;
o dei bilanci finali per la verifica degli esiti formativi, della qualità dell’attività educativa e didattica e del significato globale dell’esperienza scolastica.
All‘entrata della scuola elementare le insegnanti danno particolare valore alla collaborazione dei genitori nell‘elaborazione del profilo iniziale del fanciullo.
Durante gli anni di permanenza nella scuola elementare elaborano, alla fine di ogni anno, per ogni allievo una scheda valutativa che riporti gli obiettivi raggiunti e non.
Gli itinerari e i risultati della valutazione vengono comunicati alle famiglie, sia attraverso il documento di valutazione quadrimestrale, sia attraverso incontri bimestrali, in modo che esse siano costantemente informate sugli interventi didattici ed educativi che la Scuola ha attivato ed intende attivare, soprattutto in relazione ad eventuali casi di particolari difficoltà nel campo dell’apprendimento e/o della socializzazione.
La verifica è un’operazione complessa che consiste, essenzialmente, nel raccogliere dati relativi al processo di apprendimento in atto; essa è effettuata all’inizio dell’anno scolastico (per verificare il possesso dei prerequisiti), in itinere, alla fine di ogni “modulo”. La prova sarà “pensata” e preparata in stretta correlazione con gli obiettivi prescelti; attraverso la prova si misurerà la qualità/quantità degli apprendimenti; si effettuerà il maggior numero di verifiche scritte, orali, pratiche; si registreranno, attraverso griglie all’uopo predisposte, le prestazioni fornite dagli alunni.
Strumenti delle verifiche saranno: questionari (a risposta aperta, a scelta multipla, a completamento e vero/falso); esercizi e prove graduate; esposizioni organizzati con schemi precedentemente concordati; brevi descrizioni di fatti ed esperienze reali; composizioni con linguaggi verbali e extraverbali; osservazioni dirette sull’operatività e sulle abilità motorie; elaborazione di percorsi interdisciplinari)
f) Iniziative di recupero-sostegno
Le strategie, individuate come necessarie per favorire l’apprendimento, acquistano maggiore rilevanza pedagogica nei confronti degli alunni svantaggiati, per i quali si ritiene opportuno promuovere ulteriori interventi:
o predisporre una programmazione flessibile che preveda l’insegnamento individualizzato e/o per piccoli gruppi;
o valorizzare attitudini anche latenti, interessi ed atteggiamenti di ciascun allievo in ogni attività;
o definire gli orientamenti pedagogici che il team deve seguire per stabilire strategie d’intervento da verificare periodicamente;
o Intensificare la comunicazione con la famiglia per individuare percorsi comuni.
Queste iniziative, svolte come recupero e sostegno, rappresentano un’opportunità in più offerta agli alunni che evidenziano difficoltà e ritardi durante il processo di apprendimento/sviluppo. Ai soggetti più deboli – secondo il più autentico spirito di carità tutto carmelitano – va la nostra attenzione incondizionata: con bontà e gioia – come suggeriva la Madre Fondatrice – ci poniamo accanto a loro quali sostegno e guida per aiutarli ad acquisire quella dignità che è propria di ogni creatura da Dio creata, da Dio amata.
Nelle nostre classi offriamo accoglienza – senza pretendere alcunché – anche a quei bambini le cui famiglie vivono una situazione di deprivazione economica: viviamo così la gioia di condividere con chi è nella precarietà quello che Dio ci ha donato.
Ci aiuta in questo la preghiera: sostanzia la nostra missione di educatrici – secondo il carisma carmelitano – e, attraverso la nostra vita che diventa dono per gli altri, fa sentire i suoi effetti sul territorio in cui Dio ci ha posto per sostenere i suoi figli.
g) Continuità
Notevole rilievo viene dedicato al tema della continuità nei vigenti Programmi, posta come una delle finalità della scuola elementare, fattore costitutivo ed obiettivo terminale del percorso formativo della scuola di base.
La centralità del fanciullo con le sue specifiche esigenze e potenzialità di sviluppo è il perno attorno al quale la Scuola organizza il principio della continuità educativa attraverso l’attivazione di “curricoli lunghi” (dalla materna alla scuola media) che possono davvero garantire un percorso progressivo, articolato di crescita culturale ed operativa dell’alunno.
Si adottano, pertanto, strategie fondate su progetti specifici che prevedono momenti di raccordo pedagogico, curricolare ed organizzativo con la scuola materna e con la scuola media.
I vari interventi vengono considerati nella loro reciproca interazione e collegati nella duplice dimensione orizzontale e verticale.
Per quanto riguarda la continuità educativa orizzontale, la Scuola ritiene che la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica debba essere continuativa, attiva e responsabile.
Varie sono le forme di collaborazione da parte dei genitori in atto nella Scuola:
o assemblee di classe;
o incontri formativi ed informativi;
o colloqui individuali.
Inoltre si pratica la continuità orizzontale tra le diverse classi della Scuola al fine di conseguire la massima omogeneità per quanto attiene a contenuti, metodi, modalità d’insegnamento.
La continuità verticale viene attuata attraverso due linee direttrici:
o passaggio di informazioni;
o realizzazione di esperienze comuni
Ai fini della continuità assume un significato strategico la conoscenza-documentazione del percorso formativo del discente: le informazioni sul rendimento scolastico e la documentazione relativa agli accertamenti ed alle osservazioni sistematiche dei docenti, i dati di natura amministrativa saranno raccolti nel fascicolo personale dell’allievo e trasmesso, a conclusione della sua permanenza nella scuola elementare, al successivo grado dell’istruzione obbligatoria.
Riteniamo molto importanti gli “scambi di informazione” tra docenti di diversi ordini di scuola: essi agevolano l‘inserimento dei ragazzi in strutture ed impegni diversi dai precedenti, favoriscono una visione globale degli alunni ed un approccio di conoscenza più individuale, relativo a situazioni particolari da gestire con maggiore discrezione.
h) Promozione partecipazione esterna
o Le docenti intendono valorizzare alcuni momenti di incontro per ottimizzare lo scambio fra il mondo scolastico e quello familiare, serbando nel cuore le parole della Madre: “Quanta pazienza occorre per mantenere relazione con certi genitori che danno sempre ragione ai figli…“
o Nei momenti forti dell’Anno liturgico (Avvento e Quaresima) si prevedono momenti evangelizzanti di riflessione/preghiera
o Non si tralasceranno le occasioni, fornite dalla Parrocchia di appartenenza, per aiutare i genitori a valutare da una prospettiva cristiana le posizioni politiche, sociali, economiche del mondo moderno.
o Il corrente anno scolastico 2001/2002 vedrà realizzata un’iniziativa a favore delle famiglie della scuola .
o Per la discussione di problemi di natura didattico-educativa sono previsti incontri bimestrali con i rappresentanti dei genitori.
o Collegialmente i genitori saranno convocati nel corso del 1° quadrimestre: le insegnanti presenteranno loro il P.O.F. e la programmazione didattica annuale che può essere richiesta in visione
o L’intera platea scolastica è invitata per il saggio di fine anno (a giugno)
o I rappresentanti dei genitori sono invitati a visionare le bozze dei progetti per dare un contributo fattivo alla loro definitiva stesura, realizzazione, valutazione
o Le insegnanti ricevono individualmente i genitori ogni quadrimestre e collettivamente due volte l‘anno. Ulteriori incontri straordinari possono essere richiesti sia dalle famiglie che dal personale docente.
o Esperienza importantissima da un punto di vista educativo è la partecipazione dei genitori alle site guidate e viaggi d’istruzione