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Istituto |
Regina Carmeli |
USCITA DI STUDIO AL MUSEO DI SAN LEUCIO
Il giorno 29 ottobre siamo andati al Museo di San Leucio,
accompagnati dalle nostre insegnanti. Siamo partiti da S. Maria C.V. e, arrivati
a S. Angelo in Formis, abbiamo percorso la strada per Caserta e siamo arrivati a
San Leucio, ex vaccheria.
Affacciandoci dal Belvedere di San Leucio osserviamo un paesaggio vario: infatti da un lato si vede Caserta, dall’altro Casagiove e al centro Casapulla.
Attorno al Borgo si osservano case del 1700.
Antistante al Palazzo Reale, la cui facciata presenta dei festosi, c’è una fontana ricostruita con un solo complesso monumentale rappresentate due tritoni e due fanciulli.
Entrati nella prima sala c’è una
ricostruzione idraulica che alimenta il torcitoio. Quest’ ultimo, proveniente da
Firenze, si presenta in due modi a seconda del capo che si vuole ottenere: ad
“s” se si vuole ottenere un capo doppio; a “z” se lo si vuole fino.
In un’ altra sala c’è la vasca da bagno dei reali, in particolare di Carolina d’ Asburgo, abbellita nel 1778 dall’architetto Harket.
Sulla volta della sala da pranzo ci sono dipinti Bacco e Arianna e numerose scene agricole.
Poi ci sono gli appartamenti reali, tra queste stanze spicca la camera da letto di Ferdinando e Carolina, dalla cui finestra si vedeva tutta la coorte.
Di seguito c’è una sala giochi per i loro 17 bambini, dipinta con colori accesi.
Abbiamo anche osservato il settore dove si lavorava la seta; in particolare abbiamo visto il fuso per attorcigliare il filo; la spiralatrice per avvolgere i fili; i pettini per lisciare le stoppe ed eliminare le frange in più e infine i punzini per decorare i vestiti.
(Maria Grazia Iavarone)
Oggi
, 29 – 10 – 2003, la quinta elementare è andata al Borgo di San Leucio. Per
entrare abbiamo dovuto attraversare un ingresso monumentale e salendo alcune
scale siamo entrati nel Museo. Qui abbiamo visto una macchina per la lavorazione
della seta, che realizzava due fili di colori diversi: il rosa e il bianco.
Lo spessore dei filiera differente a seconda del movimento rotatorio dei fusi. Il palazzo reali oltre ad essere sede di un opificio, era anche la residenza esiva del re; esso è dimostrato dalle varie stanze che si possono visitare: la sala da bagno della regina con una speciale vasca in stile neoclassico, la sala da pranzo con dipinti di Bacco realizzati da Fedele Fischetti; la camera da letto del re con il dipinto dell’ Aurora; la stanza dei 17 principini, tutte tappezzate con la seta.
Nella sala dove sono esposti i macchinari troviamo: la
macchina per forare il cartone, passare i fili di seta per imprimere l’ immagine
sulla stoffa; c’è anche uno dei primi telai, la maciullatrice, che serviva per
spezzettare i fili.
Che uscita interessante!
(de Gennaro Fabiano)
Fantastico, incredibile un panorama del genere! In un solo colpo d’ occhio si può ammirare la Reggia di Caserta con tutta la città , il Vesuvio che domina come un capitano tutti i paesi circostanti.
Ferdinando IV doveva essere un innamorato, certamente!
La piazza antistante il Palazzo Reale fa spaziare lo sguardo e dà una sensazione
di grandezza avvolta da un grande silenzio. Tutto porta a sognare: le stanze
decorate con affreschi mi richiama le allegre feste che il re dava per i suoi
cortigiani; nelle mie orecchie sento una dolce musica settecentesca prodotta dai
vari strumenti a corda, a fiato e a percussione.
Che atmosfera da fiaba, veramente i nostri antenati avevano il gusto del bello e dell’arte!
(Piccolo Ilaria)
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