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Istituto |
Regina Carmeli |
CLASSE IV
Arrivati
a Napoli numerosi grattacieli dominavano la città. Attraverso le affollate
strade siamo giunti agli scavi.
Incontrata la guida siamo scesi per le scale ripide quasi in un viaggio del tempo, dall’epoca greca a quella medioevale. Sembrava di trovarsi in un mondo sotterraneo dimenticato dal tempo. La guida ci ha spiegato che questa città sotterranea fu ritrovata grazie ai lavori di pavimentazione della chiesa di s. Lorenzo Maggiore nel 1950.
Abbiamo percorso una strada dell’epoca romana( fatta
di vasoli sistemati a sch9iena d’asino per far defluire le acque), sulla quale
si affacciano i resti delle botteghe che un tempo la animavano. Qui dalle
scanalature dell’acqua e dalle vasche utilizzate per tingere i tessuti è
possibile identificare le “fulloniche” le antiche lavanderie/tintorie
oltre ad alcuni forni che producevano piadine condite con spezie e salse. Qui si
trova anche “ l’erarium”, edificio che custodiva il patrimonio pubblico e che
presenta ancora i segni delle sbarre evidentemente poste per motivi di
sicurezza. Questo straordinario patrimonio archeologico fu ritrovato rimovendo
il fango provocato da una alluvione che così lo ha preservato per milioni e
milioni di anni.
La prima zona ritrovata fu quella del “macellum” antico mercati greco risalente al I secolo a. C. .
Camminando ancora per le tortuose strade di Neapolis
siamo giunti in una sala coperta, il caratteristico “cripto portico”, mercato al
chiuso con utili lucernari per aria e luce d’epoca romana. All’interno del
mercato vi erano dei banchi inclinati con delle nicchie servite in passato per
l’esposizione del pesce.
In seguito la sala fu utilizzata dai frati per mantenere fresco il vino.
Una delle cose più interessanti degli scavi è sicuramente lo stile architettonico greco usato per piastrellare le stanze e chiamato “ Opus reticolatum”.
Dopo la visita agli scavi ci siamo diretti nella chiesa
sovrastante, la chiesa di S. Lorenzo Maggiore. Qui Suor Patrizia ci ha spiegato
che nel XIV secolo la chiesa gotica si sovrappose ad un chiesa paleocristiana
sorta nell’area del “Macellum”. Fu poi ristrutturata in
epoca barocca. Noi affascinati dai meravigliosi dipinti ci siamo soffermati ad
osservarli senza distrarci un attimo. Dopo aver visitato la chiesa di S. Lorenzo
Maggiore, ci siamo recati nella sala Capitolare all’interno del convento. Ci
siamo trovati così in un ambiente in stile gotico realizzata nel 1243-1266, dove
abbiamo potuto notare le tipiche finestre gotiche dette “quadrifore” . I
meravigliosi affreschi di questa sala sono attribuiti a Luigi Rodriguez.
Furono realizzati quasi interamente nel 1608. Essi rappresentano alberi genealogici: quello della santità, della cultura, delle missioni, dei vescovi, e papi ed infine della nobiltà.
Ma la nostra gita non era ancora conclusa, infatti ci siamo recati a Capodimonte dove Suor Patrizia ci ha spiegato la storia del Castello. Il castello voluto da Carlo III oggi è aperto al pubblico per scopi culturali.
Carlo
III accanito cacciatore volle utilizzare il meraviglioso parco ricco di fauna e
vegetazione, come riserva naturale per la caccia. Affidò il progetto del parco a
Ferdinando IV che lo tradì mandando il castello in rovina.
La nostra gita era così conclusa, ma prima di andare abbiamo consumato il pranzo nel vastissimo parco dove prevalevano le palme e dove abbiamo avuto la possibilità di osservare svariati tipi di uccelli, dai pettirossi ai piccioni e stupendi paesaggi.