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Il Carmelo a Marcianise |
Tre maggio 1903: sette giovani Carmelitane Scalze davano inizio a una nuova “colombaia della Vergine” – così S. Teresa di Gesù chiamava i suoi monasteri – in Marcianise, diocesi di Capua.
La cronaca, alquanto lacunosa, ci ha tramandato i nomi:
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v Suor Maria Teresa del Carmelo (Argenziano), fondatrice; v Suor Teresa (Argenziano); v Suor Maria Amodio di Napoli; v Suor Cristina Canatà di Radicene in Calabria; v Suor Giulia Grimaldi di Marcianise; v Suor Angelina Gionti di Marcianise; v Suor Angelina Giuliano di Marcianise; |
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Accompagnava le Carmelitane don Francesco AMODIO, Sacerdote napoletano, direttore spirituale e consigliere di suor Maria Teresa Argenziano, che, a giusto titolo, è considerato con fondatore e che fino alla morte (1936) rimase guida saggia del nuovo Carmelo, Né dev’essere dimenticata la sig.na Maria Anna Marrucco, di Napoli, figlia spirituale di don Amodio, che impegnò una considerevole somma di danaro per l’acquisto del palazzo Testa in via G.B. novelli.
La nascente comunità venne iniziata alla vita
carmelitana da Padre Eusebio della Presentazione, prima, e da Padre Anselmo
dell’Annunciazione, poi, Superiori Provinciali dei Carmelitani di Capua, quando
col beneplacito di questi passò sotto la giurisdizione dell’ordine dei
Carmelitani Scalzi.
Il nuovo Carmelo fu con gioia accolto come il cuore della Chiesa capuana dal Cardinale Alfonso CAPECELATRO, il quale ricevette le fondatrici provenienti da Napoli, e benedisse il nuovo monastero, sotto il titolo di S. Teresa.
I Pastori che si sono succeduti, fino all’attuale Monsignore Bruno SCHETTINO, ne hanno seguito con premura paterna le varie vicende, a volte dolorose, non facendo mai mancare il loro concreto sostegno. Anche il nostro Carmelo ha dovuto affrontare non poche prove perché potesse ricevere il sigillo delle opere di Dio. Un testimone oculare, mons. Domenico SCALDARELLA, nella sua “Storia del Carmelo di Marcianise”, annota:
“Marcianise, in quel tempo, non era ancora matura per ricevere in suo grembo queta nuova comunità religiosa di vita contemplativa”. Da qui ricorsi anonimi e calunnie che nel 1922 raggiunsero tale asprezza da diventare denunzie presso l’Arcivescovo, Mons. Gennaro COSENZA, e il sindaco avvocato Saverio MEROLA.
Neanche oggi mancano difficoltà, prima fra tutte la scarsezza di vocazioni, a cui il Signore recentemente ha provveduto innestando in questo Carmelo alcune consorelle della Sicilia per dargli nuovo slancio.