Pastorale Vocazionale e Giovanile

Arcidiocesi di Capua


Programmi: 2007-2008 | 2006-2007

PROGETTO DI PASTORALE GIOVANILE

«Non è forse Cristo il segreto della vera libertà e della gioia profonda del cuore? Non è Cristo l'amico supremo e insieme l'educatore di ogni autentica amicizia? Se ai giovani Cristo è presentato col suo vero volto, essi lo sentono come una risposta convincente e sono capaci di accoglierne il messaggio, anche se esigente e segnato dalla Croce»
(Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte n. 9)

 
I GIOVANI E IL VANGELO

Annuncio del Vangelo e Pastorale Giovanile
  Il primato del Vangelo va tenuto saldamente nel cuore in ogni proposta pastorale: il Vangelo è ciò che dà salvezza ai giovani ed è anche ciò che restituisce identità all'apostolo.

  Nel contesto sociale attuale molti già si sono prodigati nel cercare di pensare "evangelicamente" l'esperienza culturale dell'essere minoranza; dovremo continuare questa seria riflessione tenendo conto dell'ascolto dei lontani e della preoccupazione verso tutti, ma in maniera più decisa della cura particolare di coloro che sono già vicini al vangelo e alla comunità, e che faticano a lievitare verso un'esperienza di qualità spirituale; solo nella qualità spirituale emergono significative vocazioni.

  Le scelte prioritarie sono da pensare nelle seguenti direzioni: un impegno particolare nell'educare alla preghiera, un coordinamento tra orientamenti centrali ed espressioni locali e biografiche della pastorale, un equilibrio tra grandi convocazioni e vita quotidiana, una rinnovata coscienza civile e una più marcata relazione missionaria.

 Punti fermi della Pastorale Giovanile
  La Pastorale Giovanile ha una forte e generale attenzione al discernimento vocazionale. Gesù Cristo, il Signore, è centro e fondamento della Pastorale Giovanile: per questo bisogna aiutare il giovane credente a costruire un vivo e personale rapporto con Gesù, come primo interlocutore dei suoi giorni, dei suoi stati d'animo e di tutta la sua vita. In modo particolare, vanno messe in luce le esperienze di Gesù in riferimento alla sua tentazione, alla sua preghiera e al suo futuro: in questi misteri di Cristo si possono ricomprendere le esperienze più vive dei giovani di oggi, che sono la tentazione di vivere senza la fede, il bisogno di una comunicazione profonda che sia più forte di ogni solitudine, e la progettazione del proprio futuro.

  L'unificazione della vita è il primo passo e insieme la condizione necessaria per disporsi ad una esperienza spirituale, che è la vita secondo lo Spirito, alla maniera di Gesù. Solo allora in un difficile intreccio tra libertà e grazia può nascere e mantenersi la maniera spirituale dell'esistenza: esperienza spirituale della vita come ascolto della Parola, come celebrazione dei sacramenti, come interpretazione della cultura, come senso della storia, come valore della libertà e dell'escatologia. Noi dobbiamo pazientemente, in mille modi, aiutare i giovani in questa loro unificazione.

  L'atto della fede si esprime allora nel giovane come un sapere sintetico che lo sostiene e lo aiuta in un preciso cammino, il quale passa attraverso progressivi passaggi educativi: primo, la fiducia in chi ti è vicino e ti vuol bene; secondo, un'esperienza di ragione che porta oltre il particolare sensibile; terzo, l'interpretazione umanizzante della sensazione del bisogno e del desiderio; quarto, la necessità di una relazione significativa espressa nella comunità; infine, l'affidamento alla Rivelazione come espressione della verità ultima.

  Le coordinate antropologiche che andrebbero messe in maggiore evidenza nell'educazione e nella Pastorale Giovanile si possono ricondurre a quattro fondamentali esperienze:

 a. la libertà e il desiderio di scegliere;
 b. la corporeità e il bisogno di provare;
 c. la relazione e la paura della solitudine;
 d. la temporalità e il problema del futuro.

  È necessario intraprendere e sostenere un paziente lavoro di introduzione alla fede; è lodevole il favorire la preghiera per le vocazioni come una questione seria e non come forma retorica di fronte ad un senso di impotenza generale.

  L'esperienza della fede ha in se stessa lo slancio per essere comunicata. Quando un giovane conosce il Signore e si sente amato davvero riuscirà a raccontarlo. È attraverso i linguaggi quotidiani che può passare il principio missionario della pastorale giovanile: così e solo così un giovane può contribuire ad una nuova evangelizzazione.

Le esperienze prioritarie della Pastorale Giovanile
  La ripresa sintetica del Sinodo dei Giovani ci ha consegnato questi tre ambiti di contenuto:

 - il rapporto personale con Gesù;
 - nuove esperienze ecclesiali di vita comune;
 - una rinnovata sensibilità verso i poveri.

  Il Centro di Pastorale Giovanile cerca di tradurre in azione educativa questi fondamentali contenuti dell'esperienza cristiana: Dio, la Chiesa e il Mondo.

  Ci si propone una cristologia spirituale come prospettiva unificante e centrale di tutta la Pastorale Giovanile. Lo scopo è la contemplazione del Mistero di Cristo.

  Oggi la voglia di comunità cresce e, nonostante la fatica di mantenerla viva, esprime un bisogno nuovo di identificazione spirituale e di comunione di esperienze. La vita comune, con diverse forme e differenti durate, va nuovamente proposta ai giovani.

  Quando si dice vicinanza ai poveri di ogni categoria, si dice vicinanza a coloro che hanno realmente bisogno e che per questo soffrono. Questi poveri possono essere nella propria famiglia e nella propria casa, nella comunità, o nella scuola, o ai margini delle strade; questi poveri possono essere bambini o adulti, bisognosi di pane, d'istruzione, di salute o del vangelo; questi poveri sono comunque coloro che soffrono e che io in qualche modo posso far soffrire di meno.

INDICAZIONI DI UN CAMMINO

Il Settore per la Pastorale Giovanile
  Il Settore per la Pastorale Giovanile nelle sue articolazioni ha il compito di:

 a. precisare e aggiornare il progetto di Pastorale Giovanile;
 b. sostenere i diversi soggetti nella elaborazione dei progetti specifici;
 c. promuovere le iniziative diocesane e foraniali;
 d. coordinare le diverse realtà coinvolte nella Pastorale Giovanile.

  Il Settore per la Pastorale Giovanile risponde alla necessità di allargare e approfondire l'attenzione ai giovani nel momento in cui affrontano le scelte e le responsabilità della vita, dando un orientamento vocazionale alla propria esistenza. 

Le mediazioni educative
  È innanzitutto necessaria una riflessione teologica e pastorale sul contenuto da proporre. La Pastorale Giovanile ha bisogno di insegnanti e di pastori, di uomini di studio e di autentici educatori che giorno dopo giorno sappiano stare e mediare tra i giovani le intuizioni teoriche e le esperienze pratiche che aiutano a conoscere Gesù e a convertire la vita; ogni iniziativa non perda mai di vista il contenuto evangelico che vuole mediare.

  Il progetto della Pastorale Giovanile, mentre svolge il suo servizio di avanzare proposte unitarie, sceglie come primo criterio di favorire i coordinamenti e di non mortificare la creatività locale.

  Bisogna comporre o riconfermare una Équipe Educatori e una Consulta Giovani individuando un responsabile ciascuna.

Per essere aderenti alle esigenze di tutte le comunità e per favorire la creatività evangelizzatrice dei giovani e degli operatori pastorali adulti, è necessario che ogni forania predisonga prima dell'inizio dell'anno pastorale il proprio Programma di Pastorale Giovanile annuale in maniera nuova e coraggiosa.