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IL 2 GIUGNO ACCENDI ANCHE TU SUL TUO
BALCONE UNA FIAMMELLA IN ONORE DI S. ERASMO
PER RICORDARE IL FUOCO DI S. ELMO
Sant’Erasmo o
Sant’Elmo, è senz’altro il Santo più affascinante a cui si rivolgeva e
si rivolge la
gente di mare. La sua luce, i cosiddetti fuochi di S.Elmo,
sono molto noti ai marinai in quanto presaghi di una imminente
procella (devastante tempesta di mare), forse adesso con le imbarcazioni
moderne e senz'altro più sicure, una tempesta di mare spaventa di meno,
ma è sempre bene affidarsi alla protezione di S. Elmo.
L’elenco dei
suoi templi in riva al mare è infinito, e citandoli si farebbe il giro
delle coste italiane e del mondo. La leggenda dice che...
...naufrago, Sant’Elmo fu raccolto da una nave, salvato e condotto a terra. Il capitano non volle altra ricompensa che una prova della potenza che in quanto santo egli doveva possedere: Sant’Elmo gli promise così di avvertirlo con un fuoco, dell’imminenza della burrasca, affinché egli potesse farvi fronte. Il santo mantenne la promessa, e cominciò a far apparire i suoi fuochi per salvare anche altre navi.
Dei prodigi di Sant’Elmo raccontano - tra i tanti - nei loro diari Fernando Colombo (nell’ottobre 1493), figlio dell’Ammiraglio, e Antonio Pigafetta (da Primo Viaggio al globo terraqueo, I) che con Magellano circumnavigò la Terra; Pigafetta vede sugli alberi della sua nave durante la tempesta ben tre santi in un colpo solo, Erasmo, Niccolò e Chiara.
L'articolo che segue è tratto da L'Enciclopedia dei Santi edito da: Città Nuova - Roma
Fonti sicure attestano l’esistenza di un sant’Erasmo vescovo di Formia, martire al tempo di Diocleziano e Massimiano (303) e sepolto nella località costiera del Lazio meridionale. Di storico su di lui si sa, però, poco. La «Passio» che lo riguarda, compilata nel VI secolo, è leggendaria. Venerato nel Lazio e in Campania, è menzionato, oltre che negli antichi martirologi, anche nel Calendario marmoreo di Napoli. Nell’842, dopo che Formia era stata distrutta dai Saraceni, le reliquie furono nascoste nella vicina Gaeta. Quando furono ritrovate, nel 917, il martire venne proclamato patrono della diocesi del Golfo. Nel 1106 Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta, dedicandola alla Vergine e a sant’Erasmo. È invocato contro le epidemie e le malattie dell’intestino per il fatto che, nel martirio, gli sarebbero state strappate le viscere. I marinai lo venerano con il nome di Elmo.
Patronato: Malattie dell'intestino
Etimologia:
Erasmo = amabile, piacevole, simpatico,
dal greco
Emblema: Argano, Bastone pastorale, Intestini,
Palma
Fonti degne di fede attestano l'esistenza di
un s. Erasmo, martire, vescovo di Formia, il cui culto era
molto diffuso nella Campania e nel
Lazio. La più antica è il
Martirologio Geronimiano in cui Erasmo è ricordato il 2 giugno,
S. Gregorio Magno alla fine del sec. VI, scrivendo al vescovo Bacauda di Formia, attesta che il corpo del santo era
conservato in quella chiesa: "Formianae ecclesiae in qua
corpus beati Herasmi martyris requiescit" (Reg. Ep., I, 8). Lo
stesso pontefice ricorda due monasteri dedicati ad Erasmo: uno
a Napoli (Reg. Ep., IX, 172) e l'altro posto "in latere montis
Pepperi" presso Cuma (Reg. Ep., I, 23). Anche Roma aveva un
monastero dedicato al santo sul Celio, nel quale fu educato da
giovane il papa Adeadato (m. 619) che poi, da pontefice, lo
ampliò e lo arricchì di beni e privilegi (Lib. Pont., I, 346).
Altri monasteri intitolati ad Erasmo erano presso Formia
(detto anche di Castellone) e presso Itri "in valle
Itriana".
Il nome di Erasmo, oltre che nei martirologi
storici, donde è passato nel Romano, era inserito nel
Calendario marmoreo di Napoli. Nell'842, dopo che Formia era
stata distrutta dai Saraceni, le sue reliquie vennero
trasferite a Gaeta e nascoste in un pilastro della chiesa di
S. Maria, dove furono rinvenute nel 917 dal vescovo Bono. Da
quel tempo Erasmo fu proclamato patrono di Gaeta e furono
anche coniate monete con la sua effigie. I1 3 febbraio 1106
Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta in onore della
Vergine e di Erasmo Nel Medio Evo il santo fu annoverato tra i
cosidetti santi Ausiliatori e invocato specialmente contro le
epidemie, mentre i marinai lo venerano come patrono col nome
di S. Elmo.
Sulla personalità di Erasmo purtroppo siamo
male informati poiché la passio, compilata con molta
probabilità verso il sec. VI, è favolosa e leggendaria, né può
aver maggior valore una biografia attribuita, senza solido
fondamento, a Gelasio II (1118-19). Da questi scritti appare
evidente come gli autori niente sapessero di sicuro intorno ad
Erasmo se non ch'era stato vescovo di Formia ed era morto
martire al tempo forse di Diocleziano.
Secondo la passio,
dunque, Erasmo era oriundo di Antiochia. Quando scoppiò la
persecuzione era già vescovo e si nascose per sette anni in
una caverna del monte Libano. Ritornato in città fu arrestato
e condotto al tribunale dell'imperatore che con lusinghe e
tormenti cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei; ma
Erasmo rimase saldo nella fede e fu rinchiuso in carcere.
Liberato miracolosamente, si recò nell'Illirico dove in sette
anni convertì quattrocentomila persone. Arrestato ancora una
volta per ordine di Massimiano, fu condotto a Sirmio dove
abbatté un simulacro e convertì altre quattrocentomila
persone, molte delle quali furono immediatamente uccise,
mentre Erasmo, dopo essere stato ancora tormentato
orribilmente, era rinchiuso in carcere. Fu liberato allora
dall'arcangelo Michele che lo condusse a Formia, ed ivi sette
giorni dopo placidamente morì.
PREGHIERA DI S. ERASMO
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O chiarissimo Sant’Erasmo |
Altre informazioni sul Santo: