CHIESA DI S. ERASMO

Nella
zona nord occidentale di S. Maria C.V, lungo la via Anfiteatro, in
uno dei punti più carichi di storia dell’intera città,
si
incontra la chiesa di S. Erasmo. La sua origine è riferita, da
alcuni scrittori, del tempo dell’antica Capua.
Epoca romana
Le varie pergamene, custodite nell’archivio capuano, riportano che tale chiesa era chiamata “Ecclesia S. Herasmi in capitolio”, perché vicino al luogo in cui, si dice, sorgesse l’antico Campidoglio. “Nell’area del quartiere di S.Erasmo vanno ubicati i monumenti pubblici di Capua: il Capitolium, il teatro (o i teatri) e le terme. Del primo non restano tracce in quanto su di esso fu eretta, nel medioevo, la torre di S.Erasmo.” Ciò viene confermato da numerosi studi e da ritrovamenti di molti elementi dell’antica fabbrica: numerose statue e colonne di marmo". Di grande rilievo è il teatro “ le sue proporzioni (44,25 m. di raggio) erano adeguate ad una grande città. Aperto verso settentrione e con la scena parallela alla via Appia, era ancora visibile al tempo del Mazzocchi (XVIII sec.); in seguito fu parzialmente distrutto, sia per utilizzare il materiale per costruire sia per edificare la Cavallerizza del quartiere Torre. Alcuni significativi resti della fabbrica, rilevati dal Carettoni, sono visibili sotto un edificio appartenente alla “Caserma Pica”. Si tratta di ambienti voltati, con muri perimetrali in opus reticulatum, cui si accede attraverso un cunicolo. Secondo quanto riportato nelle "Notizie scavi" dovrebbe esistere anche il disegno a terra della pianta di parte del teatro realizzato in basalto. Sempre nell’area destinata agli edifici pubblici, nella parte nord occidentale di Capua, sorgevano le terme pubbliche, delle quali oggi resta solo un criptoportico non visibile in quanto inglobato nell’edificio delle già Carceri giudiziarie. Esso si svolgeva su due piani, nel 1632 era ancora integro, nel 1660 serviva da cantina ai frati di S. Francesco e soltanto nei primi del 700 fu trasformato in stalla per la Cavalleria. Oggi restano i segni di questo tempo di gloria e di splendore nei tre monmumenti di grande rilevanza storica: Mitreo, Arco Felice, Anfiteatro.
Epoca
Angioina
Nel
XIII secolo si vanno costituendo tre borghi, che si articolano
intorno alla Cattedrale (borgo di S. Maria), intorno alla torre di
S. Erasmo (già castello regio al tempo degli Svevi) e intorno
alla Chiesa di S. Pietro in Corpo. Del rione S.Erasmo si hanno
notizie in documenti del 1089 e del 1091 dove si parla di un posto
"in pertinentiis villae S.Erasmi e proprie ubi dicitur ad
circum" , mentre la torre assume particolare inportanza ,
quando al tempo della dominazione angioina, diviene sede di
archivio governativo e dimora di corte. Un diploma del 15
settembre 1275 ci conferma che il casale di S. Maria fosse meta di
numerosi viaggi del re Carlo, in questo diploma il re ordina
al Secreto del Principato della Terra di lavoro e dell'Abbruzzo di
far costruire due case: una "in viridario nostro exsistente
ante castrum capuane di Neapolis et Alteram iuxtra Turrim Sancti
Herasmi de Capua... pro recipiendis in eis computis officialium
rationum". Inoltre nel 1275, il re ordinava a Leonardo,
" cancellario Achayae affini consiliario, familiarii ac
Magnae Curiae Magistro Rationali", di edificare una casa in
S.Erasmo "iuxtra domum eius". Il luogo divenne noto
quando nel palazzo regio presso la Torre di S. Erasmo, nacque nel
1278 il terzogenito di Carlo II, Roberto battezzato l'anno
seguente dall'arcivescovo Filomarino. L'avvento degli Angioini
portò un grande rinnovamento e miglioramento della vita. Furono
costruite chiese ed ospedali. Certamente si fa menzione della
Chiesa di S. Erasmo in un documento del 1032. Esiste, poi,
un diploma reale del 1336 con il quale il re Roberto d’Angiò
ordinò l’edificazione di una Chiesa presso il suo Castello
(appunto la torre dove nacque nel 1279) nel rione S. Erasmo.
Questa chiesa dovette essere, probabilmente, demolita se è nota
l’esistenza di una chiesa di S. Erasmo costruita alla fine del
XVII secolo da mons. Loffredo..
Epoca
Moderna
Costruzione
della nuova chiesa.
In
una relazione del Consiglio comunale del 1835 e poi del 1836
viene descritto dettagliatamente la situazione precaria della
chiesa di S. Erasmo e la necessità di costruirne una nuova per la
irreparabilità dei danni. Si provvide solamente nel 1889.
L'attuale Chiesa
Un’altra costruzione della chiesa di S. Erasmo, quasi di fronte all’omonima cappella edificata dagli angioini qualche secolo prima, risale al 1889. Gli annali ricordano una cerimonia di fondazione particolarmente solenne con la partecipazione delle più alte cariche cittadine ed ecclesiali. Fu il vescovo Alfonso Capecelatro a benedire la prima pietra di una costruzione che, però, vide dei lavori lunghi e complessi. Solo nel 1919 la chiesa di S. Erasmo fu completa dopo la demolizione della vecchia chiesa avvenuta nel 1909.
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L'INTERNO |
LA FACCIATA |
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| L'Interno della Chiesa è ad un unica navata,
con volta a botte decorata dagli affreschi dell'investitura divina e
sacra di Sant'Erasmo e della Presentazione al Tempio.
L'Abside custodisce l'icona della Maternità e due bassorilievi
rappresentanti Santa Teresa e Santa Rita, opere del M° Amedeo
Ventriglia.
Il lato destro è diviso dalle cappelle a San Francesco, all'Immacolata, a Sant'Alfonso e dall'altare alla Madonna di Pompei, donata da Bartolo Longo. A Sinistra si trovano invece, le Cappelle e gli altari del Cuore di Gesù, del Crocefisso, San Giuseppe e Sant'Antonio Abbate. Il fonte battesimale è di marmo rosa. All'entrata sulla destra si fa notare un affresco raffigurante il Battesimo di Cristo.
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La facciata, edificata a spese
di Ciro Papale, presenta due livelli divisi in maniera marcata. Il
timpano superiore, di forma triangolare, è affiancato sulla destra da
una torretta campanaria.
Il secondo livello è scandito da una serie di lesene corinzie che si frappongono a tre finestroni, con a lato un orologio e lo stemma di dedica della facciata stesa. Il livello inferiore presenta un grande portale, a cui si giunge attraverso quattro scalini, delimitato da due colonne doriche. Il timpano che sormonta il portale, di forma emiciclica, contiene uno stucco raffigurante la Madonna in Trono. L'intera costruzione paga la mancanza di una piazza o, anche di uno spiazzo che dia profondità alla facciata, troppo alta rispetto alla via angusta che le è innanzi. |
La Chiesa fu decorata dall'artista Iodice
nel 1923, ma il tempo e l'incuria hanno devastato una gra parte delle
decorazioni. Il restauro è cominciato nel 1993 con l'avvento del parroco Sac. Elpidio
Lillo, il quale trovando la chiesa in uno stato di pietoso abbandono, con
l'aiuto di alcuni volontari come i Sigg. Giovanni
Plomitallo, Silvio Pietroluongo, Giuseppe Gelfusa, Donato Manna, Lillo Benito,
Papale Gioacchino, Salvatore Ciaraldo, Aldo Saldamarco, D'amico Giovanni, Pietro
Frizzato, ecc. e l'opera preziosa degli artisti Mincione Pasquale e Pennacchio
Pasquale, ha ridato alla chiesa il suo splendore nel 1997.
