L’evento del Giubileo ci mette davanti a seri interrogativi per la nostra conversione. E di questo se ne parla tanto che si rischia di far rimanere il tutto a livello di parole. Il Giubileo, è innanzitutto l’occasione o il momento favorevole per scoprire più profondamente la misericordia di Dio. Questo può accadere solo se l’uomo entra in una piena coscienza di povero peccatore. “La dove ha abbandonato il peccato ha sovrabbondato la grazia”, così ci ammonisce S. Paolo per vivere profondamente il dono della misericordia. Come può l’uomo, riconciliarsi se non riconosce il suo peccato? Come può l’uomo, ritornare verso Dio, se non sente il peso del lacerante allontanamento?

Questo è il tempo di inquadrare in una logica di vera conversione le stesse conseguenze del peccato: l’egoismo, l’avarizia, l’accaparramento, l’arroganza, la prepotenza ecc. Potremmo restare ancor di più nel mondo delle belle parole, se partendo dall’esperienza biblica e dal concetto storico che il termine Giubileo ha significato presso il popolo d’Israele, inteso come condono di tutti i debiti. Abbiamo voluto raccogliere quest’invito dell’esperienza giubilare, cercando di restituire qualcosa a chi è più bisognoso di noi gemellandoci con il villaggio di Manapisoa, aiutandolo a costruire una scuola per i ragazzi del villaggio stesso. C’è chi è più a sud di noi e, questi bambini sicuramente lo sono.