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INTRODUZIONE

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       L'area ove sorge la Basilica benedettina di Sant'Angelo in Formis sembra avere il privilegio di essere da sempre e per sempre luogo sacro che conserva nel suo silenzio gli arcani misteri della divinità.

       Bagnati nel suo silenzio misterioso ed affascinante e ti sentirai avvolto e coinvolto da una pace infinita.

Va a letto salutato dal canto degli uccelli e dormirai cullato dal loro pigolare; il mattino sarà per tè una festa dai mille toni armonici e distinti di una gran varietà di uccelli mentre proteso dal terrazzo allungherai lo sguardo oltre le cupole di Capua longobarda e normanna per intravedere la Capua antica, gloriosa nella sua storia e nelle sue ricchezze; da lontano gli scogli delle isole ti mandano lampi di presenza mentre il mare sorge dal mare.

        Luogo sacro, questo, della leggenda campana e della storia religiosa sia pagana che cristiana.

        Qui hanno fantasticato gli scrittori capuani e romani. Qui Capua e Roma hanno narrato la loro storia, non solo religiosa: Etruschi, Sanniti,Annibale, Siila, Augusto, Vespasiano, Pietro, Paolo,Prisco. Qui i longobardi, i normanni, i benedettini, i borboni, i garibaldini hanno lasciato le loro orme.

        Quale il nome antico? Mons Tifata, Mons Dianae tifatinae, Vicus Dianae e Pagus Dianae (dall' agglomerato di edifici sacri o privati, di ferme e di ville sorto intorno al tempio e ai piedi del monte), ad formam Dianae (dai confini posti da'Augusto per tutelare le proprietà della divinità e ricomposti da Vespasiano), in formis (dagli acquedotti che dai colli tifatini portavano acqua all'antica e alla nuova Capua), ad Arcum Dianae (dall'arco costruito dai capuani in onore di Settimio Severo nel 196 d.C.), S.Angelo de monte, S.Angelo ad formas, infine S.Angelo in formis derivati, questi, dalla presenza della chiesa dedicata all'Arcangelo Michele.

 

  

la Basilica con il plenilunio