S. Maria dell’Agnena in Vitulazio
La chiesa parrocchiale di Vitulazio risale al XVIII secolo.
La costruzione iniziò precisamente nell’anno 1774 è terminò nel 1803. Tutti i dipinti e i decori sugli intonaci furono invece realizzati in epoche successive.
L’attuale chiesa fu costruita nelle vicinanze di un‘altra chiesa più piccola, che crollò ancor prima che si concludessero i lavori della nuova chiesa parrocchiale;
i vitulatini furono pertanto costretti ad entrare nella nuova chiesa sebbene i lavori fossero ancora in corso. La chiesa si trova in quella che un tempo era la zona più alta del
paese; è ad unica navata e con il soffitto a volta; ai due lati ha annessi due ambienti: a sinistra la Cappella di S. Michele Arcangelo, a destra la sacrestia.
La volta della navata è tutta decorata con quattro dipinti a tempera molto grandi, ognuno dei quali ha ai due lati due medaglioni e più in giù,
sopra ogni finestra, una grande lunetta
con la raffigurazione di un angelo. Alcuni dipinti furono realizzati nel 1925 dal pittore Olivieri. I dipinti della volta raffigurano l’agonia
di Gesù nel Getsemani, Gesù che a dodici anni parla coi dottori nel tempio, S. Francesco mentre riceve
le stimmate, il Cuore di Gesù tra S. Domenico e S. Caterina da Siena. I medaglioni laterali raffigurano alcuni vescovi e santi importanti: S.
Benedetto, S. Panfilo, S. Giovanni Crisostomo, S. Roberto Bellarmino, S. Girolamo, S. Ambrogio, S. Agostino e S. Simmaco. Sulla parete d’ingresso della chiesa, ai due lati, sopra le
due nicchie molto ampie si possono ammirare i dipinti del Battesimo di Gesù a sinistra e quello del Buon
Pastore a destra.
I recenti lavori di restauro hanno permesso di evidenziare i colori
originari con cui fu pitturata la chiesa all’epoca della costruzione: si tratta di un giallo paglierino molto tenue. Con quegli stessi colori è stata ridipinta ultimamente la
chiesa, eliminando così tutti i falsi marmi e le altre decorazioni che, realizzate pochi decenni fa,
avevano di molto appesantito l’ambiente.
Le pareti della navata sono ad arcate, quattro a destra e quattro a sinistra. All’interno di ogni arcata si trova una tela o una statua, ad eccezione della prima arcata di destra e di
sinistra nelle quali si trovano le porte di accesso della cappella di S. Michele e della sacrestia. Le tele sono di notevole valore; alcune molto antiche appartenevano all’antica chiesa,
poi crollata. Quelle conservate in chiesa sono quattro e raffigurano: S. Giuseppe morente, S. Maria delle
Grazie, S. Maria del monte Carmelo e l’Ultima Cena. La tela raffigurante S. Maria del monte Carmelo
con ai lati S. Biagio, S. Sebastiano, S. Matrona e S. Lucia, è forse la più antica; è stata ritrovata
durante i recenti lavori di restauro, era stata capovolta per utilizzare il retro delle tela; risale forse agli inizi del 1700;
la tela dell’Ultima Cena raffigura un particolare; se ne conosce l’autore perchè firmata: è di Gigante, forse figlio del grande pittore napoletano Giacinto Gigante.
L’abside (è la parte più importante della chiesa, dove in genere si trova l’altare; viene chiamato perciò anche presbiterio) risulta più
riccamente decorato. Sui due basamenti da cui ha inizio l’abside si possono ammirare due medaglioni, uno a sinistra raffigurante S. Gennaro ed uno a destra raffigurante S. Alfonso; sulle
due pareti laterali dell’abside quattro dipinti, anche questi come tutti gli altri, realizzati con tecnica a tempera: a sinistra troviamo la scena dell’Annunciazione
di Maria, più in alto, già nella volta, la scena del Discorso della Montagna; a destra la scena dell’Assunzione
di Maria, più in alto, già nella volta, la scena dell’Ultima cena. Il dipinto più bello, più antico e certamente più importante di tutta la chiesa si trova al centro della volta dell’abside; si tratta di un affresco del 1899;
dunque è l’unico, tra quelli presenti nella chiesa, a non essere stato realizzato con tecnica a tempera. Autore dell’affresco è un pittore napoletano, un certo Barbato. L’affresco
descrive una scena dell’Apocalisse: al centro vi è
l’Agnello pasquale seduto sul libro dei sette sigilli, circondato da due angeli in adorazione e da numerosi vegliardi. Anche questo dipinto
è stato ritrovato nei mesi scorsi, durante i lavori di restauro; l’affresco era stato infatti ricoperto, nel 1960 circa, da una tela realizzata da un pittore vitulatino.
Sulla parete frontale dell’abside attualmente si trova una statua lignea del ‘700 raffigurante S. Maria dell’Agnena, patrona di Vitulazio e titolare della chiesa stessa; un tempo, fino al 1960 circa, la statua era in altro posto. La parete frontale dell’abside fu
infatti pensata e realizzata per accogliere, come di fatto avvenne, una grande tela
di Gaetano Gigante datata anno 1800; la tela rappresenta la Vergine dell’Agnena, seduta su di un basamento, avente ai piedi un agnello e ai lati S. Stefano e S. Giovanni Battista. Attualmente la tela si trova in sacrestia.
Qui si può ammirare pure un’altra tela molto grande ma pure molto rovinata raffigurante la Madonna del monte Carmelo con ai lati S. Biagio, S.
Sebastiano, S. Matrona e S. Lucia.
In sacrestia
si possono pure ammirare altre statue lignee come: S. Anna con Maria Bambina, S.
Lucia e l’Ecce Homo.
Nella Cappella di S. Michele si possono invece ammirare una piccola tela raffigurante l’Arcangelo S. Michele e due statue lignee raffiguranti una l’Arcangelo S. Michele che vince Lucifero e l’altra l’Arcangelo S. Raffaele.
